I ragazzi di Biloxi (di John Grisham)

Un avvincente legal thriller. Un dettagliato spaccato del mondo processuale con tutti i suoi pregi e difetti, limiti e contraddizioni. L’affresco di un sistema giudiziario tutt’altro che perfetto eppure affascinante. Un’appassionante storia americana di amicizia, affetti, rancori, crimini, vendette che evoca le immagini e sprigiona le atmosfere di un intrigante gangster movie

Keith Rudy e Hugh Malco, entrambi provenienti da famiglie di immigrati croati, sono cresciuti a Biloxi, nel Mississippi. Hanno frequentato le stesse scuole e condiviso la passione per lo sport. La città, affacciata sul mare, famosa per la sua fiorente industria ittica, le spiagge assolate e i resort turistici, presenta tuttavia anche un lato oscuro. Il vizio e la corruzione – gioco d’azzardo, prostituzione, contrabbando di alcol e traffico di stupefacenti – la fanno da padroni. Ogni attività sembra sotto il controllo diretto o indiretto di una cricca di criminali, perlopiù membri della cosiddetta Dixie Mafia. Crescendo i due amici d’infanzia prendono strade diametralmente opposte. Jessie Rudy, il padre di Keith, divenuto con enormi sacrifici procuratore distrettuale, è deciso a ripulire la città e la costa annientando questo tentacolare malaffare e suo figlio decide ben presto di seguire le sue orme. Lance Malco, il padre di Hugh, invece diventa in breve tempo il boss incontrastato della criminalità locale e suo figlio, attratto dalla bella vita e dai locali notturni, non esita a mettersi al suo servizio. E’ inevitabile quindi uno scontro fra le due famiglie, dentro e fuori dai tribunali, sempre più violento e senza esclusione di colpi.

Il quartultimo romanzo di John Grisham, uno degli indiscussi maestri del legal thriller, è un’opera di pregio e dalle molteplici sfaccettature.

Si riscontra come di consueto nei suoi libri un esauriente ritratto del mondo giudiziario, con un alto grado di accuratezza e realismo – proprio di un autore che ha frequentato per una vita l’ambiente – in relazione anche alle dinamiche, alleanze, dissapori e conflitti che vengono a crearsi fra avvocati, clienti, giudici e chiunque si ritrovi per le più disparate ragioni a scendere in questa arena.

Ma l’aspetto forse più peculiare (nell’ambito della cospicua produzione letteraria dello scrittore) si rinviene in una narrazione – il cui arco temporale abbraccia un periodo di circa quarant’anni (dal secondo dopoguerra alla prima metà degli anni ottanta) – che evoca immagini vivide di sapore essenzialmente cinematografico. L’autore tratteggia un suggestivo microcosmo abitato da spietati criminali, poliziotti corrotti, scaltri avvocati, giudici assennati, eroici pubblici accusatori, amici definitivamente persi o in un modo o nell’altro ritrovati, capace di richiamare alla mente fotogrammi di capolavori del gangster movie e del legal movie (oltre che del cinema in generale) di maestri del calibro ad esempio di Coppola, Scorsese, Lumet.

Il romanzo è caratterizzato da un susseguirsi di colpi di scena e un epilogo coinvolgente, toccante, nel quale Grisham, liberal, da lungo tempo impegnato in politica e attivista per i diritti civili, non manca di affrontare ancora una volta un problema importante e sempre attuale, che divide profondamente la società americana (e non solo), qual è quello della pena di morte, impreziosendo ulteriormente un libro capace sin dall’incipit di suscitare infinite emozioni e regalando al lettore nuovi interessanti spunti di riflessione.