La morte corre sul filo di un telefono amico. Una lotta serrata contro una scadenza letale. Un magistrale thriller psicologico che trascina il lettore in un tunnel di emozioni adrenaliche e di stupefacenti colpi di scena
Una sera di sabato a Berlino, in un appartamento d’epoca di Charlottenburg, Julius Tannberg è al telefono. Sta sostituendo un amico in servizio presso una linea telefonica di supporto per le donne che tornano a casa di notte tramite una voce rassicurante che fa loro compagnia o presta aiuto qualora se ne presenti la necessità. All’altro capo della linea c’è Klara: una donna in preda al panico. Gli confida di essere perseguitata da un uomo che sulla parete della sua camera da letto ha scritto con il sangue la data della sua morte. La tremenda sentenza verrà fra poche ore eseguita se lei non si libererà del marito da tempo suo aguzzino. Il modus operandi pare proprio quello dell’inquietante e imprendibile “killer del calendario”. La telefonata da il là ad una nottata che assume tutte le sfumature dell’incubo e del mistero, una disperata lotta contro il tempo, un gioco diabolico dove niente è casuale, un allucinante refrain: “In questo posto sono tutti condannati a morte”. Quello che Klara racconta potrebbe non corrispondere del tutto al vero, considerato anche il fatto che la donna a quanto pare è stata ricoverata in clinica per un disturbo dissociativo, un’incapacità a distinguere la realtà dalle allucinazioni, oltre che sottoposta a un esperimento dai possibili sconcertanti effetti collaterali. Ma forse pure nelle asserzioni di Julis, e dei vari personaggi che via via si affacciano nei ricordi di Klara, o che lei incrocia in questa notte maledettamente lunga e infernale, potrebbero celarsi punti oscuri, falle, menzogne. L’intricato enigma verrà alla fine sciolto in un epilogo decisamente inatteso.
Questo libro cattura il lettore sin dalle prime righe. Lo fa immedesimare nei due protagonisti coinvolti in questo contatto acustico e allo stesso tempo fortemente emotivo. Lo colloca in una situazione di spavento e gratificazione. Lo rende ansioso e felice pagina dopo pagina di vedere il progressivo dipanarsi di una colossale matassa di verità e menzogne che si rincorrono e si ribaltano, il trasformarsi dei carnefici in vittime e viceversa, lo scomporsi e ricomporsi della realtà in infinite sfaccettature, il ridisegnarsi di contesti nuovi e ogni volta più raccapriccianti. Lo fa sprofondare in un sogno da cui sembra impossibile riemergere.
Si ravvisa in questo romanzo, dal ritmo teso, serrato, adrenalinico, un thriller psicologico d’alta scuola, ricco di suspense e colpi di scena, un elaborato gioco di specchi, con un finale sorprendente e allo stesso tempo del tutto coerente con gli indizi abilmente disseminati dall’autore nel corso della narrazione.
Questa storia non solo emoziona il lettore sotto il profilo del raffinato mistery intorno a cui ruota ma altrettanto lo coinvolge per le vicende di violenza di genere e familiare al centro della narrazione, che spesso danno l’idea di uscire in certo modo dalla forma romanzata per farsi monito e denuncia in merito a eventi che purtroppo sempre più riempiono tragicamente le nostre cronache quotidiane.